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Progetto casote e caselli del latte

LA STORIA

Sulle pendici dei monti di Valmadrera si possono ancora osservare diversi tipi di architettura rurale, “a volta” e “a punta”, che ci riportano indietro nel tempo mostrandoci le nostre origini contadine. Queste strutture realizzate con materiali poveri raccolti sul posto, per la maggior parte in muratura a secco, con sassi allineati ben disposti e ricoperti di terra, si chiamano “casote”. Le “casote” hanno avuto un ruolo fondamentale in passato e sono divenute nel corso del tempo un riparo certo per l’uomo ed un rifugio sicuro per gli animali, quando temporali improvvisi e inverni rigidi potevano creare difficoltà e disagi per contadini e bestiame. I “caselli del latte” venivano invece costruiti accanto a sorgenti d’acqua o torrenti, generalmente erano a forma quadrata o poligonale, con tetto a capanna formato da lunghe pietre sottili. La funzione di queste strutture, grazie all’umidità e al clima ideale del luogo, era quella di mantenere al fresco il latte appena munto per poi essere portato a valle e lavorato, oppure, di mantenere il formaggio per la stagionatura.

LA NOSTRA IDEA (…i nost despresi)

Nell’anno 2006 alcuni volontari della Società S.E.V. pensarono di dare una ripulita al fontanino del Fo. Con il consenso del proprietario del terreno iniziarono a tagliare arbusti e sterpaglie cresciute a ridosso del faggio secolare, restituendo a questo luogo la sua primitiva bellezza; lungo in sentiero che scende verso S.Tomaso si possono ammirare le vecchie “casote” di un tempo e così iniziò il primo lungo lavoro di ripristino delle strutture ormai lasciate all’abbandono del bosco. Decisero inoltre di costruire un nuovo fontanino (nella foto sottostante) dedicato al 60° anniversario della Società (Loc. Moregge). Percorrendo quindi i sentieri che portano a Pianezzo per i lavori, notarono anche in questa zona diverse “casote” e “caselli del latte” in stato di apparente degrado ed abbandono dovuti all’assenza di costante manutenzione. Da qui nacque l’idea di far riaffiorare nuovamente queste importanti strutture appartenenti alla nostra tradizione. Iniziò quindi l’opera paziente, faticosa ma entusiasmante di recupero di circa una cinquantina di “casote” e “caselli del latte”. Tutti coloro che oggi percorreranno i sentieri delle nostre montagne potranno ammirare una parte di vita, di storia e di tradizione valmadrerese. Al futuro sarà affidato il compito di mantenere vivo quanto dai nostri volontari S.E.V. hanno fortemente voluto e orgogliosamente portato a termine. Riportare alla luce e alla bellezza naturale le “casote” e “i caselli del latte” è stato un lavoro lungo e difficoltoso. Tutte le strutture apparivano coperte di rovi ed erba incolta, radici ed arbusti, alcune pietre erano cadute a terra ed alcuni tronchi di alberi erano stati abbandonati al loro interno. Ogni “casota” e ogni “casello del latte” è stato quindi sistemato in modo regolare e puntiglioso, ripulito esternamente ed internamente lasciando il giusto spazio per la crescita regolare di piante ed arbusti. Ogni struttura è stata poi censita (ben 50 fra “casote” e caselli del latte) con un apposito cartello e, per ammirarne la loro bellezza ed il nostro lavoro, è stata dedicata ad una mappa dettagliata con nomi e località e un DVD illustrativo di tutto il nostro progetto.